Description

IT
Il progetto di ristrutturazione che vi presento si propone di adattare l’edificio esistente alle nuove necessità dell’abitare contemporaneo; considerata l’alta qualità architettonica dell’edificio dell’arch. Chiasserini, in segno di rispetto nei suoi confronti, mi sono posto l’obiettivo di rispondere ai vostri desiderata senza stravolgere il progetto originario.
In estrema sintesi ho cercato di valorizzare e di sottolineare alcuni aspetti particolarmente significativi dell’edificio esistente enfatizzandoli maggiormente nel rispetto dei vincoli imposti dalle normative comunali e dai vincoli imposti dall’aspetto strutturale; il tutto cercando di rispondere in maniera appropriata alle vostre richieste.
Cominciamo con il sottolineare ciò che non ho voluto fare: nessuna demolizione di porzioni importanti dell’esistente, nessun sopralzo, nessun ampliamento consistente e nessuno stravolgimento della composizione volumetrica dell’edificio originario.
Ho invece cercato di intervenire su alcune limitate porzioni di struttura per modificare alcuni dettagli, ho cercato di inserire tutte le funzioni richieste nella superficie esistente (con alcune eccezioni al piano terra) e invece di prevedere ampliamenti ho preferito la strada più rischiosa di una diminuzione delle superfici abitabili.
Vorrei analizzare da subito quest’ultimo punto per chiarire meglio le mie intenzioni progettuali che vogliono mirare all’ottenimento di un maggior comfort e di una maggiore qualità degli spazi piuttosto che puntare sulla quantità degli spazi a disposizione. A tutti i livelli del mio progetto ho ricavato, in particolare sui lati esposti a sud, delle logge interne al volume esistente con l’intento di creare spazi che, come richiesto dal contest, “siano in grado di reinterpretare la tradizionale nozione di confine fisico tra interno ed esterno”. Il tutto è stato raggiunto senza stravolgimenti dell’assetto strutturale (i solai, per esempio, rimangono inalterati) ma semplicemente andando a creare delle aperture ritmate nelle murature portanti esistenti. Le logge sono caratterizzate dalla presenza massiccia del vetro, materiale che consente quasi di eliminare il confine tra interno ed esterno pur garantendo standard elevati di isolamento; infatti queste logge, oltre ad avere la funzione di annullare/mitigare il concetto di limite, hanno altre funzioni più “pratiche”; essendo ricavate principalmente sui lati sud dei due volumi principali si comportano come serre bioclimatiche che permettono di accumulare calore nelle stagioni più fredde andando ad annullare le dispersioni termiche che le pareti vetrate inevitabilmente comportano, mentre nelle settimane più calde l’arretramento della parete vetrata all’interno dell’edificio non permette al sole di colpire direttamente il vetro evitando il fenomeno del surriscaldamento.
Il mio progetto prevede il mantenimento dell’interessante organizzazione volumetrica: due volumi principali (nord e sud), contenenti le funzioni principali, collegati fra loro da un terzo elemento completamente vetrato. Nella nuova organizzazione degli spazi ho cercato di collocare i limitati ampliamenti proprio nelle zone che mi permettevano di regolarizzare i volumi esistenti; il riferimento è in particolare per i nuovi volumi posti a sud del lotto dove sono stati previsti una nuova superficie al piano terra del corpo di fabbrica meridionale ed il nuovo volume dell’ascensore sul vertice sud-ovest.
Sempre con l’intento di valorizzare i volumi esistenti e di renderli, se possibile, maggiormente leggibili ho anche ritenuto di dover “ripulire” la struttura dagli elementi di disturbo rappresentati dalle scale esterne; la loro demolizione migliora, secondo il mio parere, la percezione dei volumi, libera gli spazi della zona ingresso e incrementa le zone destinate al verde nel giardino; inoltre le scale esterne, anche se coperte, sono sempre poco comode e funzionali perché soggette alle inclemenze del clima e a manutenzioni frequenti.
La scelta di demolire le scale esterne ha comportato inevitabilmente un ripensamento generale dell’organizzazione degli accessi.
In particolare ho deciso di posizionare l’ingresso principale al piano terra e non più al piano primo pur mantenendo il cancelletto pedonale esistente sul lato sud; in questo modo l’accesso all’interno della casa è divenuto privo di ostacoli o di gradini poiché ora per raggiungere il livello del piano terra è sufficiente una comoda rampa (pendenza 4%).
Inoltre, come richiesto dal contest, ho creato un ingresso autonomo per le due camere dei ragazzi (che ho collocato al piano secondo) posizionando, come già accennavo in precedenza, un nuovo ascensore sul vertice sud-ovest e ricavando un nuovo ingresso pedonale nel lato ovest della recinzione.
Infine ho previsto un un terzo ingresso di servizio sul lato nord in corrispondenza dei due posti auto (scoperti) collocati in corrispondenza dell’ingresso carraio esistente (che rimane confermato).
La revisione degli accessi ha comportato anche un ripensamento dei collegamenti verticali; dopo innumerevoli tentativi di ipotizzare soluzioni alternative, ho deciso di prevedere la demolizione della scala interna esistente in modo da sfruttare l’ampio vano per collocarci una nuova scala elicoidale dal design molto elegante, un nuovo ascensore interno con due pareti vetrate e tre locali di servizio (uno per ogni piano) di cui quello al piano terra destinato a locale immondezzaio con accesso sia dall’interno della casa (“mascherato” nell’armadio di ingresso) sia dall’esterno. La scelta di prevedere la demolizione della scala esistente è stata molto sofferta: a determinare la decisione, oltre alla volontà di non “sporcare” l’esterno dell’edificio con un nuovo ingombrante volume, è stata anche la necessità di intervenire necessariamente sugli spessori del pavimento per poter inserire l’impiantistica evitando abbassamenti consistenti a soffitto e la conseguente diminuzione dell’altezza interna dei locali. L’aumento di spessori del pavimento comporterebbe la “correzione” delle alzate della scala con un dispendio notevole di risorse (e con un risultato estetico discutibile). In ogni caso se proprio non si volesse procedere con la demolizione il progetto continuerebbe a funzionare anche pensando di mantenere la scala esistente rinunciando però alla comodità dell’ascensore interno.
Per continuare il discorso legato all’immagine esterna dell’edificio voglio soffermarmi sul sistema dei balconi a sbalzo posto sul lato ovest. La struttura è particolarmente interessante da un punto di vista ingegneristico ed è caratterizzato da queste asole pensate per un sistema di “verde verticale ante litteram”. Ho pensato di estremizzare questo concetto prevedendo la demolizione di alcune porzioni di solaio (lasciando però intatte le travi portanti e quindi senza incidere minimamente sulla tenuta statica della balconata). Attraverso la demolizione di queste porzioni di solaio si vanno a creare altre asole che risultano collocate sostanzialmente tra un balcone e l’altro e che permettono di posizionare uno o due alberi di medie dimensioni all’interno di ognuno di questi fori integrando così natura e costruito. Gli alberi sono stati previsti anche nelle due piccole corti già esistenti tra i due volumi principali e divise dal volume vetrato di collegamento. Questo volume su tutti i piani ha le pareti totalmente vetrate dotate di apertura a libro con sistema di impacchettamento laterale, un sistema che permette di aprire totalmente le pareti e di trasformare con un solo movimento uno spazio interno in uno esterno a stretto contatto con i vicini alberi.
Per concludere il discorso sull’aspetto esterno dell’edificio, ho previsto un rivestimento a facciata ventilata con strato isolante applicato sulla muratura esistente e grandi pannellature in gres porcellanato fissate su appositi distanziatori; in questo modo le murature perimetrali rimangono protette e, nelle stagioni calde, sfruttando l’intercapedine ventilata, risultano fresche con conseguenti risparmio sui costi di condizionamento. L’impiego della facciata ventilata consente di poter rinunciare alla gronda. Parte della gronda esistente viene però mantenuta (opportunamente “fasciata” con gli isolanti per evitare ponti termici) sia per creare il disegno dei nuovi prospetti sia per proteggere le finestre poste direttamente sulle facciate sia a protezione delle murature esterne non rivestite con la facciata ventilata.
ORGANIZZAZIONE INTERNA
Il progetto dell’organizzazione interna ha preso spunto dagli interessanti concetti da voi espressi nella vostra presentazione del contest.
Ho quindi scelto di aprire gli spazi il più possibile sia verso l’esterno sia tra i vari locali interni, evitando, per quanto possibile, chiusure fisse e locali perimetrati in particolar modo negli spazi condivisi; in alcuni di questi spazi il progetto non prevede alcuna suddivisione, in altri ho utilizzato grandi pareti scorrevoli vetrate con veneziane collocate internamente alla vetrocamera del serramento che permettono, in maniera elegante e discreta, di schermare o di oscurare completamente la vista in modo da consentire all’occorrenza di isolare spazi altrimenti aperti.
Gli spazi privati delle camere, poste al piano secondo, sono invece meno “fluidi”, ma, soprattutto per quanto riguarda la camera matrimoniale, l’organizzazione interna permette grande apertura verso l’esterno senza però rinunciare alla necessaria privacy; per esempio la vasca idromassaggio, posta nel bagno padronale della camera matrimoniale, ha la vista diretta sulla loggia, sul cortile interno e sulla parete verde esterna, ma è collocata in modo tale che gli occhi indiscreti dei condomini confinanti non riescano a scorgere la vasca.
Nei bagni presenti nell’edificio ho riservato locali chiusi (in molti casi solo con vetri bianchi) solo agli spazi dove sono collocati wc, bidet e doccia; l’area lavabo invece è quasi sempre in aperta comunicazione con i locali adiacenti senza porte o divisione.
Tutti i locali wc sono dotati di finestra.
Come si può valutare nei disegni, ho collocato le varie funzioni richieste dal contest con questa logica: al piano terra gli spazi legati al relax (palestra, media room, SPA), al piano primo gli spazi condivisi (co-working e co-living), al piano secondo la zona notte. Nella parte nord-est del volume nord al piano terra ho collocato gli spazi di servizio (locale tecnico, cantina, lavanderia/stireria).
MATERIALI
Per non dilungarmi troppo dedico poche considerazioni su alcuni materiali utilizzati nel mio progetto.
Innanzitutto la serramentistica: ho già accennato ad alcune caratteristiche delle vetrate interne e volevo approfondire alcune importanti questioni relative ai serramenti esterni; come si può evincere da tavole di progetto e rendering, non ho previsto né inferriate di sicurezza né sistemi di oscuramento in facciata. Nella mia proposta è il serramento ad assolvere tutte queste funzioni in un unico elemento: serramenti composti da robusti e sottili profili in acciaio dall’aspetto elegante e minimale ma dotati anche di ottime performance termiche. La porzione vetrata è composta da triplo vetro con due vetrocamere; il vetro più esterno ha la funzione di garantire la sicurezza essendo previsto con caratteristiche antisfondamento; inoltre è un vetro bassoemissivo per ridurre l’accumulo di calore all’interno. Nella prima vetrocamera (quella verso l’esterno) è posizionata la veneziana a rullo con possibilità di schermatura parziale e/o di oscuramento totale a comando elettrico. Gli altri vetri hanno spessori differenziati per garantire un ottimo isolamento acustico. Un serramento di questo tipo permette di rispondere alle esigenze sempre più pressanti dell’isolamento termico, ma fornisce anche, come visto, risposta ad altre funzioni permettendo di non inserire in facciata ingombranti elementi di disturbo quali inferriate, persiane o tapparelle.
Un altro materiale utilizzato in facciata è il legno che viene proposto in doghe verticali per il rivestimento delle balconate e di alcune logge; le doghe di legno sono previste in due sezioni differenti (4x8cm e 4x12cm) alternate fra loro in senso verticale, più fitte in corrispondenza delle solette e delle zone che necessitano di maggiore privacy, più aperte in altre zone in modo da poter creare maggiore permeabilità. In senso orizzontale le doghe sono intervallate da leggeri profili in alluminio che spezzano la lunghezza totale delle doghe in corrispondenza dei parapetti e dell’intradosso dei solai e che offrono protezione dalle intemperie alle teste delle doghe di legno.
Un ultimo materiale di cui voglio parlare è il linoleum che ho scelto come finitura della maggior parte dei pavimenti interni. La scelta, lo ammetto, è molto particolare per una villa di queste dimensioni e di questa eleganza, ma non bisogna cadere nell’errore di confondere il linoleum con i brutti materiali vinilici utilizzati in scuole e in ospedali; il linoleum è uno dei prodotti più naturali presenti sul mercato (non ci sono collanti ed è composto da sole materie prime naturali); le materie prime sono in larga parte riciclate o frutto di scarti di produzione, è totalmente riciclabile, ha funzione battericida (per l’ossidazione naturale dell’olio di lino presente), è durevole, antigraffio, antistatico, è facilmente lavabile, è morbido e caldo al tatto, si posa in rotoli ed è privo di fughe; infine, a mio parere, è anche un materiale sorprendentemente elegante soprattutto in alcune tipologie di finiture. Le finiture proposte nel progetto fanno riferimento al maggior produttore mondiale di linoleum. I colori base utilizzati nelle composizioni differiscono a seconda della zona della casa in cui sono previsti (verde per zone relax, arancio/rosso per le zone living, giallo/arancio per le zone cucina e studio, azzurro/blu per le camere, grigio per i corridoi di collegamento).
IMPIANTISTICA
Nelle progettazioni degli ultimi anni l’impiantistica ricopre un ruolo sempre più importante; il progetto prevede un impianto radiante a pavimento con funzione di riscaldamento e di raffrescamento in modo da evitare di creare corposi abbassamenti penalizzando ulteriormente i locali che non hanno altezze interne particolarmente abbondanti. Nei controsoffitti interni ed esterni già previsti (disimpegni, ingressi, bagni, balconi, ecc) verranno collocati i deumidificatori, accessori indispensabili nei sistemi di raffrescamento a pavimento per raggiungere un elevato comfort nelle stagione calde. Con il termotecnico si potrà valutare l’ipotesi di sostituire i deumidificatori con un impianto di ventilazione meccanica controllata. L’impianto prevede la presenza in copertura (volume nord) di un grande numero di pannelli fotovoltaici (potenza stimata: 4 kwp) che sono in grado di fornire energia elettrica per il fabbisogno energetico dell’abitazione con l’aiuto anche di un accumulatore di energia che permette di sfruttare l’energia solare anche nelle ore serali e notturne.
COPERTURA
Come detto in precedenza il mio progetto non prevede ampliamenti consistenti. Ho pensato però di sfruttare il piano della copertura e, in particolare, l’area in corrispondenza del volume sud inserendo un’area living, un’area barbecue e una zona pranzo. A fianco di essi ho inserito anche una zona destinata a “orto cittadino” organizzato su tavoli con vasche ripiene di terreno in cui coltivare comodamente i propri prodotti preferiti a “chilometro zero”. L’accesso alla copertura è garantito dall’ascensore interno che, oltre a servire i tre livelli abitati, sfocia anche sul piano più alto.
QUESTIONI URBANISTICHE
Come più volte da voi suggerito durante lo svolgimento del contest non mi sono troppo soffermato ad eseguire complicati calcoli per la verifica delle superfici utili. Nelle tavole delle demolizioni/costruzioni ho però riportato le zone in cui ho previsto ampliamenti e rimozioni della superficie utile (denominata SLP) in modo che si possa verificare “a vista” che le modifiche proposte si equivalgono. Rimane da capire come possa venir calcolato lo spazio “abitato” presente in copertura, ma, anche considerando il caso peggiore, dovrebbero essere rispettati i limiti imposti dalla normativa urbanistica comunale.
Vorrei invece soffermarmi su alcune doverose precisazioni per quanto riguarda le due nuove porzioni di muratura previste dal progetto sul lato est (dove l’edificio è posto ad una distanza confine inferiore alle norme attuali); queste murature sono in continuità con la muratura presente ed hanno la sola funzione di ridefinire le proporzioni del prospetto est e di “contenere” le nuove funzioni proposte dal progetto (area ingresso e “muro verde”). Ribadito che le due porzioni di muratura sono unicamente decorative e che quindi la rinuncia ad esse non pregiudicherebbe in alcun modo la funzionalità dell’edificio, posso solo affermare che, in altre situazioni molto simili, altre Amministrazioni Comunali non mi hanno posto particolari problemi.
IL SISTEMA DEL VERDE
Ho già accennato in precedenza all’importanza del verde in questo progetto e del tentativo (spero riuscito) di estremizzare alcuni elementi del progetto originario per intrecciare costruito e natura; le alberature poste nelle asole svuotate dei balconi e nei due cortili interni si intersecano con l’edificio e ne divengono parte integrante e qualificante.
Il tipo di pianta che ho pensato di inserire in queste particolari posizioni è il pioppo tremulo (populus tremula); non è certamente tra le più utilizzate a livello ornamentale, ma alcune caratteristiche molto particolari mi hanno fatto propendere per questa scelta. Il pioppo tremulo è innanzitutto una pianta autoctona con una chioma allungata e ristretta che ben si adatta agli spazi angusti delle asole e delle corti interne. Inoltre le sue foglie, ovali e appuntite, sono molto sensibili al minimo alito di vento creando quel “tremolio” costante e caratteristico che rende la pianta sempre in movimento. Ho scelto quindi non un albero “monumento”, fisso e scultoreo, ma un elemento vivo e “fluttuante”.
Ho inserito altre piante dalla chioma più importante lungo il perimetro del lotto di proprietà sia per schermare la vista dalla strada e dai vicini, sia per mitigare il calore del sole nelle ore più calde dei mesi estivi; faccio presente che nelle viste prospettiche allegate questi alberi non sono stati inseriti per non compromettere la percezione del progetto architettonico.
Ho inserito due pareti verdi nel progetto che abbracciano i tre piani dell’edificio; una è interna e fa da sfondo alla nuova scala elicoidale che termina in un lucernario posto sulla copertura, mentre l’altra è esterna sulla parete di fronte alle logge del corpo nord in modo da offrire un interessante “panorama” ad alcune zone particolari della casa (lavanderia/stireria al piano terra, zona meditazione dell’area co-working al piano primo e zona vasca idromassaggio nel bagno padronale al piano secondo).
Infine il verde è protagonista anche nelle nuove logge, sui balconi e in alcuni spazi interni dove sono state previste delle piante in vaso (ficus, palme, bambù).

EN
My renovation project proposes to adapt the existing building to the new needs of contemporary living; considering the high architectural quality of the building of the architect Chiasserini, as a sign of respect for him, I decided to respond to your wishes without distorting the original project.
I tried to highlight and emphasize some particularly significant aspects of the existing building, according to the constraints imposed by municipal regulations and the constraints imposed by the structural aspect and, at the same time, trying to respond appropriately to your requests.
Let's start by emphasizing what I did not want to do: no demolition of important portions of the existing building, no additions, no substantial expansion and no distortion of the volumetric composition of the original building are planned.
Instead, I tried to work on some limited portions of the structure to modify some details, I tried to insert all the required functions into the existing surface (with some exceptions on the ground floor) and instead of expecting extensions, I preferred the riskier route of a decrease in habitable surfaces.
I would like to analyze this last point immediately to better clarify my design intentions that aim to achieve greater comfort and greater quality of space rather than focusing on the amount of space available. At all levels of my project I obtained, in particular on the south-facing sides, lodges inside the existing volume with the intention of creating spaces that, as required by the contest, “are able to reinterpret the traditional notion of physical boundary between inside and outside ". Everything was achieved without structural changes (the floors, for example, remain unchanged) but simply by creating rhythmic openings in the existing bearing walls. The loggias are characterized by the massive presence of glass, a material that almost eliminates the boundary between inside and outside while ensuring high standards of insulation; in fact these lodges have the function not only of canceling / mitigating the concept of limit, but also more "practical" functions; being mainly drawn on the southern sides of the two main volumes, they behave like bioclimatic greenhouses that allow to accumulate heat in the colder seasons, thus eliminating the thermal dispersion that the glass walls inevitably entail, while in the warmer weeks the position of the glass wall back into the interior of the building does not allow the sun to hit the glass directly, avoiding overheating.
My project involves maintaining the interesting volumetric organization: two main volumes (North and South), containing the main functions, linked together by a third completely glazed element. In the new organization of the spaces I tried to place the limited extensions just in the areas that allowed me to regularize the existing volumes; the reference is in particular for the new volumes located south of the lot where a new surface was planned on the ground floor of the southern building and the new lift volume on the south-west vertex.
Still with the aim of enhancing the existing volumes and making them, if possible, more readable, I also considered it necessary to "clean up" the structure from the disturbing elements represented by the external stairs; their demolition improves, in my opinion, the perception of the volumes, frees the spaces of the entrance area and increases the areas destined to green in the garden; moreover the external stairs, even if covered, are always not very comfortable and functional because they are subjected to the inclemency of the climate and to frequent maintenance.
The choice to demolish the external stairs inevitably led to a general rethinking of the access organization.
In particular I decided to place the main entrance on the ground floor and no longer on the first floor while maintaining the existing pedestrian gate on the south side; in this way the access to the inside of the house has become free of obstacles or steps and you can reach the level of the ground floor through a comfortable ramp is sufficient (slope 4%).
Furthermore, as required by the contest, I created a separate entrance for the two boys' rooms (which I placed on the second floor) by placing a new lift on the south-west vertex and obtaining a new pedestrian entrance on the side, as I mentioned earlier, west of the fence.
Finally I planned a third service entrance on the north side at the two parking spaces (uncovered) located at the existing driveway entrance (which remains confirmed).
The access review has also led to a rethinking of vertical connections; after countless attempts to suggest alternative solutions, I decided for the demolition of the existing internal staircase in order to exploit the large space to place a new helicoidal staircase with a very elegant design, a new internal elevator with two glass walls and three service rooms (one for each floor) of which the one on the ground floor destined to be a local garbage dump with access both from inside the house ("masked" in the entrance wardrobe) and from the outside. The decision for the demolition of the existing staircase was very painful: in addition to the desire not to "dirty" the exterior of the building with a new bulky volume, I thought it was necessary to intervene on the thicknesses of the floor to be able to insert the plants avoiding consistent lowering to the ceiling and the consequent decrease in the internal height of the rooms. The increase in floor thicknesses would entail the "correction" of the stair risers with a considerable expenditure of resources (and with a questionable aesthetic result). In any case, if you really didn't want to proceed with the demolition, the project would continue to work even if you planned to maintain the existing scale but giving up the convenience of the internal lift.
Speak up about the external image of the building, I also want to focus on the cantilevered balcony system on the west side. The structure is particularly interesting from an engineering point of view and is characterized by these slots designed for a "ante litteram vertical green" system. I thought to provide for the demolition of some portions of the floor (leaving the supporting beams intact and therefore without in any way affecting the static seal of the balcony). Through the demolition of these portions of the floor other slots are created, placed substantially between one balcony and the other, allowing to place one or two medium-sized trees inside each of these holes, thus integrating nature and building. The trees have also been envisaged in the two small courtyards already existing between the two main volumes and divided by the connecting glass volume. This volume on all floors has totally glazed walls with a book opening with a side packaging system, a system that allows the walls to be fully opened and to transform with a simple movement an internal space into an external one in close contact with the trees.
To conclude the discussion on the external appearance of the building, I planned a ventilated façade cladding with an insulating layer applied to the existing masonry and large porcelain stoneware panels fixed on special spacers; in this way the perimeter walls remain protected and, in hot seasons, exploiting the ventilated interspace, they are fresh with consequent savings on conditioning costs. The use of the ventilated façade allows you to do without the eaves. However, part of the existing eaves is maintained (appropriately "wrapped" with insulators to avoid thermal bridges) both to create the design of the new facades and to protect the windows placed directly on the facades and to protect the external walls not covered with the ventilated façade.
INTERNAL ORGANIZATION
The internal organization project was inspired by the interesting concepts you expressed in your presentation of the contest.
I therefore chose to open the spaces as much as possible both towards the outside and between the various interior rooms, avoiding, as far as possible, fixed and local closures that are bounded especially in shared spaces; in some of these spaces the project does not foresee any subdivision, in others I used large sliding glass windows with Venetian blinds placed inside the double-glazing of the window frame that allow, in an elegant and discreet way, to screen or completely obscure the view in order to allow the occurrence of isolating otherwise open spaces.
The private spaces of the rooms, located on the second floor, are less "fluid", but, above all with regard to the double bedroom, the internal organization allows great openness towards the outside without giving up the necessary privacy; for example, the jacuzzi, located in the bathroom of the master bedroom, has a direct view of the loggia, the inner courtyard and the green exterior wall, but it is placed in such a way that the neighbours can't see the bath.
In the bathrooms I reserved closed rooms (in many cases only with white glass) only in the spaces where the toilet, bidet and shower are located; the washbasin area instead is almost always in open communication with the adjacent rooms without doors or division.
All wc rooms have a window.
As can be seen in the drawings, I placed the various functions required by the contest with this logic: on the ground floor the spaces related to relaxation (gym, media room, SPA), on the first floor shared spaces (co-working and co-living ), on the second floor the sleeping area. In the north-eastern part of the north volume on the ground floor I have placed the service spaces (technical room, cellar, laundry / ironing room).
MATERIALS
I will give you few considerations on some materials used in my project.
First of all the window frames: I have already mentioned some features of the internal windows and I wanted to look into some important questions relating to the external doors and windows; as you can see from the design and rendering tables, I did not provide security grilles or facade shading systems. In my proposal it is the window frame that fulfills all these functions in a single element: doors and windows are composed of sturdy and thin steel profiles with an elegant and minimal aspect but also with excellent thermal performance. The glazed portion is composed of triple glazing with two double glazing units; the outermost glass has the function of ensuring safety as it is provided with shatterproof characteristics; it is also a low-emissivity glass to reduce the accumulation of heat inside. In the first double-glazing (the one towards the outside) the roller blind is positioned with the possibility of partial shielding and / or total darkening with electric control. The other glasses have different thicknesses to guarantee excellent sound insulation. A window or door of this type allows to meet the increasingly pressing needs of thermal insulation, but also provides, as seen, response to other functions, making it possible not to insert bulky disturbing elements such as railings, shutters or shutters into the facade.
Another material used in the façade is wood, which is proposed in vertical slats to cover the balconies and some loggias; the wooden slats are provided in two different sections (4x8cm and 4x12cm) alternating between them vertically, more dense in correspondence with the slabs and areas that need more privacy, more open in other areas so as to create greater permeability. In the horizontal direction the slats are interspersed with light aluminum profiles that break the total length of the slats at the parapets and the intrados of the floors and offer protection from the weather to the heads of the wooden slats.
One last material I want to talk about is linoleum, which I chose as the finish for most interior floors. The choice, I admit, is very particular for a villa of this size and this elegance, but we must not fall into the error of confusing linoleum with ugly vinyl materials used in schools and hospitals; linoleum is one of the most natural products on the market (there are no adhesives and it is composed only of natural raw materials); the raw materials are mostly recycled or the result of production waste, it is totally recyclable, it has a bactericidal function (due to the natural oxidation of the linseed oil present), it is durable, scratch-resistant, antistatic, it is easily washable, it is soft and warm to the touch, it lays in rolls and is free of leaks; finally, in my opinion, it is also a material surprisingly elegant especially in some types of finishes. The finishes proposed in the project refer to the world's largest linoleum producer. The basic colors used in the compositions differ, according to the area of the house in which they are provided (green for relaxation areas, orange / red for living areas, yellow / orange for kitchen and study areas, blue / light blue for rooms, gray for the connecting corridors).
PLANTS
In the designs of recent years, plants play an increasingly important role; the project foresees a radiant floor system with heating and cooling functions in order to avoid creating substantial lowering, further penalizing the rooms that do not have particularly abundant internal heights. Dehumidifiers, essential accessories for floor cooling systems to reach a high level of comfort in the hot season, will be placed in the indoor and outdoor false ceilings already provided (access areas, bathrooms, balconies, etc.). With the plants technician it will be possible to evaluate the hypothesis of replacing the dehumidifiers with a controlled mechanical ventilation system. The plant foresees the presence on the roof (north volume) of a large number of photovoltaic panels (estimated power: 4 kwp) that are able to supply electricity for the energy needs of the house with the help of an accumulator of energy that allows the exploitation of solar energy even in the evening and at night.
ROOF
As previously mentioned, my project does not foresee substantial extensions. I thought, however, to exploit the floor of the roof and, in particular, the area in the southern volume by inserting a living area, a barbecue area and a dining area. Next to them I also included an area designated as a "urban garden" organized on tables with tanks filled with soil in which you can comfortably cultivate your favorite products at "zero kilometer". Access to the roof is guaranteed by the internal lift which serves the three inhabited levels and also leads to the top floor.
URBAN QUESTIONS
As you suggested I didn't perform complicated calculations for the verification of the useful surfaces. In the demolition / construction tables, however, I have reported the areas in which I foresaw expansions and removals of the useful surface (called SLP) so that it can be clearly verified that the proposed changes are equivalent. It remains to understand how the "inhabited" space present on the roof can be calculated, but, even considering the worst case, the limits imposed by the municipal urban planning regulations should be respected.
I would like to give you some necessary clarifications regarding the two new portions of masonry envisaged by the project on the east side (where the building is placed at a distance that is lower than the current standards); these walls are in continuity with the present masonry and have the sole function of redefining the proportions of the east elevation and of "containing" the new functions proposed by the project (entrance area and "green wall"). As the two portions of masonry are solely decorative and therefore the renunciation of them would not in any way prejudice the functionality of the building, I can only state that, in other very similar situations, there were not any problems with Municipal Administrations.
THE GREEN SYSTEM
I have already mentioned the importance of greenery in this project and of the attempt to exaggerate some elements of the original project to link building and nature; the trees placed in the empty holes of the balconies and in the two inner courtyards intersect with the building and become an integral and qualifying part of it.
The type of plant that I thought to insert in these particular positions is the aspen (populus tremula); it is certainly not among the most widely used at an ornamental level, but some very particular characteristics made me lean towards this choice. First the aspen is a native plant with an elongated and restricted crown that adapts well to the narrow spaces of the slots and internal courtyards. Moreover its leaves, oval and pointed, are very sensitive to the slightest breath of wind, creating that constant and characteristic "shake" that makes the plant always in motion. I therefore chose not a "monumental" tree, fixed and sculptural, but a living and "floating" element.
I added other plants with the most important foliage along the perimeter of the property lot both to shield the view from the street and from the neighbors, and to mitigate the heat of the sun during the hottest hours of the summer months; I point out that in the attached perspective views these trees have not been inserted so as not to compromise the perception of the architectural project.
I inserted two green walls in the project that embrace the three floors of the building; one is internal and is the background to the new helicoidal staircase that ends in a skylight placed on the roof, while the other is external on the wall in front of the north body loggias in order to offer an interesting "panorama" to some particular areas of the house (laundry / ironing room on the ground floor, meditation area of ​​the co-working area on the first floor and jacuzzi area in the master bathroom on the second floor).
Finally, green is also the protagonist in the new loggias, on the balconies and in some interior spaces where potted plants (ficus, palms, bamboo) have been provided.

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