
Khartoum, Sudan
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Giovanni Caci
Le conseguenze dei conflitti nella regione dell’Africa Sud Sahariana, anche dopo gli ultimi eventi, sono terribili: milioni di persone hanno dovuto lasciare le loro case e vivono ancora come rifugiati o richiedenti asilo, e centinaia di migliaia di persone sono morti. Ma purtroppo questa non è l’unica situazione critica in Africa, quindi la necessità di un’architettura capace di adattarsi ai diversi contesti è più forte che mai.
Una struttura camaleontica fatta di moduli indipendenti può essere la risposta a questa sfida in continua evoluzione, quindi che un edificio progettato avendo la crisi umanitaria in Sud Sudan in mente potrebbe essere riadattato ovunque è necessario. Un approccio modulare è anche conveniente in termini di quanto facilmente e rapidamente l’edificio possa essere eretto, risparmiando il tempo e le competenze richieste per la costruzione.
Il modulo singolo è di 2 metri largo e lungo 4 metri, in modo che le proporzioni permettono un’ottimale giustapposizione di diversi unità orientate.
Quattro pilastri costituiscono l’elevazione strutturale del modulo. Essi sono divisi in due componenti: un pezzo d’acciaio [A] parzialmente interrato e un palo di legno [B], collegato e avvitato alla base in acciaio attraverso un attacco di metallo.
Questi quattro pilastri sono collegati da 4 travi di legno [C] che sono montato alla base in acciaio attraverso un ancoraggio metallico [D]; le travi sostengono il carico del pavimento di assi di legno [E]. La rigidità è garantito da due tiranti [F] imbullonati alla base d’acciaio.
Una piastra di ripartizione del carico [G] è imbullonata al pilastro in acciaio: la sua funzione è quella di stabilizzare meglio il collegamento a terra, e può essere montata a diverse altezze, quindi per adattarsi meglio ai terreni irregolari.
Gli spazi destinati ad accogliere le funzioni dell’EOC sono divisi in due ali separate: la più grande ospita le aree sanitarie che forniscono assistenza medica e l’assistenza psicologica alla popolazione, mentre il più piccolo ospita le aree di gestione e logistica/magazzinaggio. Le due parti sono collegate attraverso un passerella che sfida lo spazio esterno, dividendolo in due aree: un “cortile” che ospita gli ingressi, e una più piccola area che può essere utilizzata come magazzino esterno.
È chiaro che si tratta solo di un’ipotesi spaziale, formulata con un obiettivo specifico. Poiché l’intera struttura è costituita da moduli indipendenti, questi possono essere utilizzati per realizzare soluzioni planimetriche estremamente diverse, in grado di adattarsi a scenari altrettanto diversi.