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Ristrutturazione casa unifamiliare con ampliamento

Pieve di Soligo, TV, Italia

Residenziale - Villa

Luigi Bertazzoni ALTER STUDIO ARCHITETTI ASSOCIATI

  • architect
  • rubano, Italy
Descrizione Progetto

1. Premessa e contesto
L’intervento riguarda la ristrutturazione e l’ampliamento di un’abitazione unifamiliare situata in un contesto agricolo e collinare nel Comune di Pieve di Soligo, all’interno del sito UNESCO “Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”.
L’obiettivo principale è quello di reinterpretare l’edificio esistente attraverso un linguaggio architettonico contemporaneo, capace di dialogare armoniosamente con il paesaggio circostante, rispettando le caratteristiche morfologiche, materiche e percettive del contesto rurale.
2. Volumi di progetto
Il progetto mantiene un equilibrio volumetrico rispetto all’edificato esistente, nel pieno rispetto dei limiti imposti:
• Volume massimo ammissibile fuori terra: 1.092,00 mc (910,00 + 20%)
• Volume di progetto fuori terra: 1.056,86 mc < 1.092,00 mc
• Volume massimo ammissibile interrato: 364,00 mc (40% del volume esistente)
• Volume di progetto interrato (garage): 204,67 mc < 364,00 mc
L’ampliamento rispetta le proporzioni e le altezze originarie, garantendo una continuità visiva e volumetrica con il fabbricato rurale, mentre il nuovo volume interrato accoglie l’autorimessa, minimizzando l’impatto sul paesaggio.
3. Struttura e materiali
A partire dal disegno a base di concorso, il progetto integra nuove strutture in sinergia con le murature esistenti, ottimizzando la staticità e l’efficienza energetica complessiva.
La copertura a doppia falda è realizzata in legno, con manto in lastre di alluminio a doppia aggraffatura tipo Prefalz (lega preverniciata colore bronzo RAL 7048). I rivestimenti verticali riprendono lo stesso materiale, garantendo uniformità e continuità materica.
Gli elementi di controllo solare sono costituiti da aste frangisole in WPC di seconda generazione, con finitura chiara naturale, mentre i parapetti sono in vetro temprato con struttura in acciaio corten.
I serramenti in alluminio-legno a doppia camera con gas argon assicurano prestazioni elevate in termini di isolamento termico e acustico.
Il pavimento esterno è realizzato in gres porcellanato effetto legno, posato a correre, in continuità materica tra spazi interni ed esterni.
I muretti di contenimento e i rivestimenti in pietra locale ancorano l’intervento al linguaggio costruttivo tradizionale.
4. Armonia e principi compositivi
Il progetto si fonda sui principi del Feng Shui, ricercando un equilibrio energetico dinamico capace di generare comfort sensoriale e benessere psicofisico.
Spazi interni ed esterni, giardino, camere e piscina costituiscono un unico organismo architettonico: il “Giardino del Benessere”, dove i benefici dei singoli elementi si amplificano reciprocamente.
L’architettura diviene così un filtro percettivo tra uomo e natura, capace di trasformare la luce, l’aria e l’acqua in esperienze spaziali.

5. Viste panoramiche e rapporto con il paesaggio
La composizione volumetrica e le aperture principali sono orientate per esaltare la relazione visiva con la valle a sud.
Balconate, terrazze e l’infinity pool instaurano un dialogo continuo con il paesaggio collinare, offrendo viste di straordinario impatto scenografico e una percezione immersiva nel territorio UNESCO.
6. Bioclimatica e sostenibilità
Il progetto adotta strategie bioclimatiche integrate, sia attive che passive, per ottimizzare il comfort ambientale e ridurre i consumi energetici:
• Vegetazione e specchi d’acqua disposti strategicamente per migliorare il microclima e mitigare il calore estivo.
• Frangisole e aggetti orientati a sud-ovest per limitare l’irraggiamento diretto.
• Tetto ventilato e camino solare che favoriscono ventilazione naturale e comfort stagionale.
• Impianto fotovoltaico orientato a sud, con possibilità di pannelli ibridi termico-fotovoltaici.
• Tetto giardino a nord sul garage, che funge da polmone verde e migliora la qualità dell’aria in ingresso.
• Isolamento a cappotto da 15 cm per elevati standard di efficienza energetica e comfort termico.
7. Pelle esterna e pelle interna
L’architettura si definisce attraverso un doppio involucro:
• la pelle esterna, filtro ambientale e bioclimatico;
• la pelle interna, spazio del comfort e della percezione sensoriale.
La loro interazione genera un equilibrio tra controllo climatico e continuità visiva, fondendo architettura e paesaggio in un unico sistema coerente.
8. Paesaggio e integrazione ambientale
La vegetazione, disposta a macchie secondo un andamento naturale, si integra con le pavimentazioni materiche appartenenti al contesto rurale, reinterpretate con tecnologie contemporanee e soluzioni drenanti.
Gli interventi paesaggistici sono minimi e rispettosi, finalizzati alla valorizzazione del terreno esistente, alla mitigazione visiva dei nuovi volumi e alla continuità percettiva tra costruito e natura.
L’insieme si configura come un equilibrio armonico di architettura, luce e vegetazione, volto a celebrare e preservare la meraviglia del paesaggio collinare di Pieve di Soligo.
9. Soluzione B
È stata elaborata una soluzione alternativa (Soluzione B) che propone una diversa interpretazione materica e cromatica dell’edificio, finalizzata a una maggiore aderenza ai criteri stabiliti dal Piano degli Interventi Comunale.
In questa variante, la pelle esterna dell’edificio è costituita da murature intonacate con finitura tradizionale a base di terre naturali e pigmenti minerali nelle tonalità chiare della gamma terra e sabbia, in linea con le cromie tipiche del paesaggio agrario locale.
La pelle interna, così come le pavimentazioni esterne, è realizzata in pietra locale a spacco, che conferisce al progetto una matericità autentica e un forte radicamento al contesto.
Questa opzione introduce un linguaggio architettonico più aderente ai canoni costruttivi tradizionali, mantenendo tuttavia l’impianto contemporaneo e la qualità spaziale della proposta originaria.
Le murature intonacate e le finiture in pietra richiamano le tipologie rurali storiche della collina trevigiana, integrandosi con coerenza cromatica nel paesaggio vitato e nel tessuto edilizio del sito UNESCO.
La soluzione B è rappresentata in alcune viste degli elaborati di progetto.

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