
Castagneto Carducci, LI, Italia
Residenziale - Villa
La proposta progettuale nasce dall’idea di trasformare l’abitazione in uno spazio capace di interpretare il modo di vivere contemporaneo di una famiglia, senza rinunciare al carattere e alla struttura dell’edificio esistente. L’obiettivo non è stato quello di modificare radicalmente la casa, ma di comprenderne le potenzialità, riconoscerne i vincoli e trasformarli in elementi generatori del progetto.
La casa viene quindi ripensata come un organismo unitario, nel quale ogni ambiente trova una propria identità ma, allo stesso tempo, mantiene un rapporto diretto con gli spazi circostanti. Il progetto cerca un equilibrio tra apertura e intimità, convivialità e privacy, continuità e separazione, costruendo una sequenza di ambienti capace di accompagnare le diverse dimensioni della vita quotidiana.
Il punto di partenza è rappresentato dalla struttura esistente. Il muro di spina centrale e i due setti paralleli portanti, con funzione di rompitratta, non vengono considerati semplicemente come elementi da aggirare, ma diventano veri e propri assi ordinatori della nuova configurazione spaziale. La distribuzione viene pertanto costruita attorno a ciò che l’edificio già possiede, intervenendo principalmente sulle tramezzature non portanti e ricercando, attraverso una selezione mirata delle demolizioni e delle nuove partizioni, una maggiore fluidità degli spazi.
Questa scelta rappresenta uno dei principi fondamentali del progetto: trasformare senza snaturare.
L’architettura esistente viene mantenuta come struttura di riferimento, mentre gli interventi interni introducono una nuova qualità dell’abitare. In questo modo il progetto riesce a conciliare il desiderio di una casa contemporanea con la necessità di rispettare la conformazione costruttiva dell’immobile. Eventuali esigenze future che dovessero richiedere l’apertura di nuovi passaggi nelle murature portanti potranno essere affrontate attraverso specifiche soluzioni strutturali, come cerchiature opportunamente dimensionate, senza compromettere l’equilibrio complessivo dell’edificio.
Il cuore della casa: uno spazio aperto, luminoso e condiviso
Il vero fulcro della nuova abitazione è la zona giorno, concepita come uno spazio ampio e continuo nel quale soggiorno, pranzo e cucina non sono più percepiti come ambienti autonomi, ma come parti di un unico sistema domestico.
L’ingresso diventa così il punto di accesso a un ambiente che progressivamente si apre e si dilata. La casa non viene più percepita come una successione di stanze, ma come una sequenza fluida di spazi interconnessi, nella quale i diversi ambiti sono riconoscibili grazie alla disposizione degli arredi, alla luce e alla variazione delle funzioni, piuttosto che attraverso rigide separazioni murarie.
La scelta dell’open space risponde innanzitutto a una precisa idea di abitare. La zona giorno è infatti il luogo nel quale la famiglia si incontra, mangia, conversa, studia, lavora, riceve gli amici e trascorre gran parte del proprio tempo. Per questo motivo il progetto la interpreta come un ambiente flessibile e multifunzionale, capace di cambiare configurazione in relazione alle diverse attività della giornata.
La luce naturale assume in questo spazio un ruolo fondamentale. Le diverse aperture contribuiscono a costruire una percezione dinamica dell’ambiente, permettendo alla luce di penetrare nella zona giorno e di accompagnare visivamente la profondità dell’abitazione. La continuità dello spazio permette inoltre di valorizzare maggiormente le aperture esistenti, evitando che la presenza di nuove partizioni ne riduca il potenziale luminoso.
All’interno di questo sistema, la cucina assume un ruolo particolarmente significativo. Non viene concepita come un ambiente tecnico da nascondere, ma come una parte integrante della vita domestica, direttamente connessa al soggiorno e alla zona pranzo.
L’isola centrale diventa il vero elemento di cerniera tra le diverse funzioni: piano operativo durante la preparazione dei pasti, elemento di appoggio nella vita quotidiana, ma soprattutto luogo attorno al quale si costruisce la relazione tra le persone. La cucina diventa quindi non soltanto uno spazio funzionale, ma uno dei principali luoghi di socialità della casa.
La disposizione degli arredi consente di definire naturalmente le diverse aree senza introdurre ulteriori barriere. Il tavolo da pranzo, il soggiorno e la cucina dialogano tra loro mantenendo una continuità visiva che rende l’ambiente più grande, luminoso e accogliente.
Il progetto introduce così una concezione della zona giorno come spazio relazionale, nel quale l’architettura non impone percorsi rigidi, ma lascia alla famiglia la libertà di vivere e reinterpretare gli ambienti.
Dalla convivialità alla dimensione privata
Se la zona giorno rappresenta il cuore aperto e condiviso dell’abitazione, la zona notte assume un carattere differente. Qui il progetto ricerca una maggiore protezione, intimità e riconoscibilità degli spazi personali.
La distribuzione accompagna progressivamente dal carattere collettivo della zona giorno verso una dimensione più privata, creando una vera e propria gerarchia degli ambienti domestici.
La camera matrimoniale occupa una posizione più riservata e viene completata da un bagno privato. Questa configurazione permette di creare un piccolo ambito autonomo all’interno della casa, garantendo ai genitori maggiore privacy e comfort.
La camera delle bambine è invece pensata come uno spazio condiviso, ma non statico. Il progetto non considera la camera semplicemente come un luogo nel quale collocare due letti e gli arredi necessari, ma come uno spazio destinato a cambiare insieme alle sue abitanti.
La distribuzione interna, infatti, lascia margine per differenti configurazioni nel tempo, permettendo agli arredi di essere modificati e adattati alle diverse fasi della crescita. La camera può quindi passare da uno spazio prevalentemente ludico a un ambiente dedicato allo studio e alla maggiore autonomia personale, senza richiedere necessariamente trasformazioni edilizie.
Anche la presenza di un secondo bagno a servizio della zona notte contribuisce a migliorare la qualità della vita quotidiana. La separazione dei servizi permette di ridurre le interferenze tra i diversi componenti della famiglia e rende la casa più efficiente soprattutto nei momenti della giornata nei quali le esigenze tendono a concentrarsi.
Lo studio come spazio “in attesa”
All’interno di questa logica assume particolare importanza lo studio, concepito come uno degli elementi più flessibili dell’intero progetto.
La sua posizione, prossima alla zona notte ma facilmente raggiungibile dalla zona giorno, consente di utilizzarlo oggi come ambiente di lavoro, studio o attività personale, mantenendo però aperta la possibilità di trasformarlo domani in una vera e propria camera.
Questa scelta introduce nel progetto un concetto fondamentale: quello della casa come organismo evolutivo.
Le esigenze di una famiglia non rimangono infatti immutate. I bambini crescono, cambiano le abitudini, cambiano le necessità di privacy, aumentano o diminuiscono le esigenze di lavoro e di studio. Una buona abitazione deve quindi essere in grado di accompagnare queste trasformazioni.
Lo studio viene per questo concepito quasi come una stanza “in attesa” della propria futura funzione: oggi ambiente flessibile per il lavoro e lo studio, domani potenziale cameretta, senza dover necessariamente intervenire sulla struttura o ripensare integralmente la distribuzione.
È un principio progettuale semplice ma importante: progettare non soltanto per la famiglia di oggi, ma anche per quella che la casa diventerà nel tempo.
L’ordine domestico come elemento di progetto
Un altro tema centrale è quello dell’ordine.
Nella vita quotidiana una casa non è fatta soltanto di ambienti principali, ma anche di numerosi oggetti, attrezzature, prodotti e funzioni di servizio che, se non adeguatamente organizzati, finiscono inevitabilmente per occupare gli spazi destinati alla vita familiare.
Per questo motivo il progetto introduce un ambiente dedicato a servizio, ripostiglio e lavanderia, concepito come una vera e propria infrastruttura domestica.
La lavanderia viene concentrata in un unico spazio, con le apparecchiature necessarie opportunamente integrate, mentre il ripostiglio consente di raccogliere ciò che normalmente rimarrebbe distribuito nei diversi ambienti della casa.
Questa scelta apparentemente secondaria ha invece un ruolo importante nella qualità complessiva dell’abitare: meno elementi tecnici a vista significa maggiore ordine, maggiore pulizia visiva e maggiore libertà degli ambienti principali.
La casa può così mantenere nel quotidiano quella qualità spaziale ricercata dal progetto, senza sacrificare la praticità necessaria alla vita reale di una famiglia.
La scala come connessione con il futuro
Anche il rapporto con la mansarda è stato interpretato secondo il principio della trasformabilità.
La scala esistente, collocata in prossimità dell’ingresso, viene mantenuta, riconoscendone il valore non soltanto funzionale ma anche progettuale. Essa rappresenta infatti una connessione fisica e concettuale con una possibile fase futura dell’abitazione.
In questa fase non si interviene sulla distribuzione della mansarda non abitabile, evitando di anticipare esigenze che non sono ancora presenti. Al tempo stesso, la conservazione della scala permette di mantenere aperta la possibilità di un successivo progetto di recupero e valorizzazione degli spazi superiori.
La casa viene quindi pensata per fasi successive, evitando di concentrare in un unico intervento tutte le possibili trasformazioni. Ciò permette di realizzare oggi ciò che è realmente necessario, mantenendo però intatto il potenziale evolutivo dell’immobile.
Materia, luce e continuità
La qualità del progetto non si esaurisce nella distribuzione. Una parte fondamentale del concept riguarda infatti il modo in cui gli ambienti vengono percepiti attraverso materiali, colori, luce e texture.
L’obiettivo è costruire un’atmosfera contemporanea ma non fredda, elegante ma quotidiana, essenziale ma non minimalista.
Il parquet viene utilizzato come elemento unificante degli ambienti principali. La continuità della pavimentazione tra soggiorno, cucina, disimpegni e camere permette di ridurre visivamente le soglie tra gli spazi e di rafforzare l’idea di una casa concepita come un unico sistema abitativo.
Il legno introduce inoltre una componente calda e naturale, capace di bilanciare le superfici più neutre degli arredi e delle pareti.
Nei bagni il linguaggio cambia leggermente. Il gres effetto pietra introduce una maggiore matericità e una percezione di solidità, distinguendo gli ambienti umidi senza interrompere la coerenza cromatica generale.
La palette viene costruita intorno a toni neutri, superfici naturali, essenze lignee e texture materiche, con l’obiettivo di creare ambienti capaci di mantenere la propria qualità nel tempo.
Non si ricerca quindi un'immagine legata a una moda specifica, ma una contemporaneità sobria e durevole, nella quale siano gli abitanti, gli oggetti e la luce a costruire progressivamente il carattere degli ambienti.
Un progetto che cresce insieme alla famiglia
Nel suo complesso, il progetto può essere letto come un esercizio di equilibrio tra ciò che l’edificio è e ciò che può diventare.
La struttura esistente viene rispettata e valorizzata; la distribuzione viene resa più fluida; la zona giorno diventa il cuore relazionale della casa; la zona notte viene organizzata secondo una maggiore privacy; gli spazi di servizio vengono concentrati e resi più efficienti; lo studio viene trasformato in una risorsa flessibile e la scala verso la mansarda viene mantenuta come elemento di connessione con un possibile futuro.
Il vero tema progettuale diventa quindi quello della flessibilità.
Non una flessibilità intesa come semplice possibilità di spostare gli arredi, ma come capacità dell’architettura di adattarsi ai cambiamenti della vita.
La casa progettata oggi deve poter accogliere la famiglia di oggi, ma anche quella che sarà tra cinque, dieci o quindici anni. Deve poter essere vissuta insieme, ma deve anche garantire spazi personali. Deve essere aperta e conviviale, ma allo stesso tempo capace di offrire silenzio e privacy. Deve essere bella, ma soprattutto deve essere pratica.
Da questa visione nasce una casa contemporanea, luminosa, accogliente e consapevole, nella quale ogni scelta progettuale deriva dalla volontà di migliorare concretamente la qualità dell’abitare.
L’intervento non rappresenta quindi una semplice ridefinizione delle stanze, ma una nuova interpretazione dell’abitazione esistente: un progetto nel quale la struttura diventa la matrice, la luce diventa materia, gli arredi diventano strumenti di organizzazione dello spazio e la distribuzione diventa capace di seguire l’evoluzione della famiglia.
Il risultato è una casa pensata non come un involucro statico, ma come uno spazio in continua evoluzione, capace di accompagnare la vita quotidiana, accogliere i momenti di condivisione e, allo stesso tempo, adattarsi alle trasformazioni future.
Una casa, quindi, non semplicemente rinnovata, ma ripensata per essere abitata, vissuta e trasformata nel tempo.